Contorni e Street Food

Caponata

Melanzane con patate, peperoni, soffritto di sedano, olive, capperi e pomodoro

Cavolfiore Affogato

Cavolfiore con acciughe salate, olive nere, cipolla e pezzetti di formaggio Tuma affogato nel vino rosso

Insalata di Arance

Fette di arance fresche con cipolla rossa e origano.

Parmigiana di Melanzane

Strati di melanzane con aggiunta di pomodoro, prosciutto, formaggio e uovo.

Peperonata

Ricca di peperoni, melanzane e l'immancabile aggiunta di patate, un soffritto di cipolla, pomodoro, olive e capperi

Carciofi Arrostiti

Foglie farcite con aglio, prezzemolo, sale, pepe e abbondante olio EVO

Scacciata

Torta salata di pasta di pane con broccoli, tuma, acciughe e olive nere, o con patate e salsiccia

Panino del "Camion"

Panino farcito in modo esagerato (wurstel, salse e contorni misti)

Cipollata

Cipollotti freschi avvolti in fettine sottili di pancetta tesa e cotti sulla brace.

Contorni e Street Food

Caponata

Nata come variante povera del pesce capone, la caponata catanese sostituisce il pesce con melanzane, arricchendo la ricetta con patate e peperoni. Il segreto è friggere le verdure separatamente prima di unirle al soffritto di sedano, olive, capperi e pomodoro, sfumando il tutto con un agrodolce di aceto e zucchero. Il piatto deve riposare per ore e va servito a temperatura ambiente. Scopri altre ricette tradizionali e consigli sugli abbinamenti vini della Sicilia.

Cavolfiore Affogato

Il cavolfiore affogato (bastaddu) è un piatto tipico catanese preparato col cavolfiore viola, cotto a strati a crudo senza acqua, ma "affogato" nel vino rosso, acciughe, olive e formaggio Tuma. La cottura avviene a fuoco lento in un tegame sigillato, creando un fondo saporito senza mescolare. Tipico delle vigilie, va servito tiepido o il giorno dopo. Per preparare questa ricetta tradizionale siciliana, segui le istruzioni sulla preparazione a strati.

Insalata di Arance

Nata come pasto povero dei braccianti durante la dominazione araba, oggi è un contorno ideale per accompagnare piatti grassi. La versione catanese usa arance Moro o Sanguinella, dal gusto complesso e amarognolo. La ricetta prevede arance pelate a vivo, cipollotto, olive nere "passuluna" e aringa affumicata (o sarde salate). Condita con olio EVO, pepe e prezzemolo, va lasciata riposare per creare un'emulsione tra il succo e l’olio. Un mix perfetto di vitamine e sapori decisi.

Scacciata

La scacciata catanese, piatto della vigilia di Natale nato tra il XVII e XVIII secolo, è una torta salata di pasta di pane con origini contadine, nobilitata nel 1763. Caratterizzata da una sfoglia sottile, viene farcita tradizionalmente con broccoli, tuma, acciughe e olive nere, o con patate e salsiccia, e cotta al forno fino a doratura. Per un risultato ottimale, la tradizione prevede di sigillare i bordi col cordoncino ("u cozzu") e far riposare la pietanza sotto un panno dopo la cottura.


Parmigiana di Melanzane

Il nome deriva da parmiciana (le stecche delle persiane sovrapposte). A Catania la ricetta è particolarmente ricca: agli strati di melanzane fritte, pomodoro e basilico si aggiungono uova sode, prosciutto cotto e formaggi locali come Tuma o Primosale. Dopo la stratificazione, viene cotta in forno fino a creare una crosticina dorata. Il segreto è lasciarla riposare ore: gustata tiepida, i sapori si fondono perfettamente in un equilibrio unico tra sapidità e morbidezza.



Peperonata

Nata come alternativa economica al pesce capone, la peperonata catanese è un’eredità araba dominata dal gusto agrodolce. A differenza di altre versioni, quella etnea è una sintesi ricca di peperoni, melanzane e l'immancabile aggiunta di patate fritte. La ricetta prevede la frittura separata degli ortaggi, poi uniti a un soffritto di cipolla, pomodoro, olive e capperi. Il riposo di almeno 4 ore è essenziale per equilibrare aceto e zucchero. Va servita rigorosamente a temperatura ambiente.




Carciofi Arrostiti

A Catania "i cacocciuli arrustuti" sono un evento sociale primaverile. La preparazione prevede di sbattere i carciofi (Violetto o Spinoso) per aprirne le foglie e farcirli con aglio, prezzemolo, sale, pepe e abbondante olio EVO (opzionali lardo o pecorino). Vengono cotti verticalmente sulla brace di carbonella per 40 minuti: le foglie esterne si bruciano proteggendo il cuore, che cuoce teneramente nei suoi succhi. È il simbolo indiscusso della Pasquetta e della cucina di strada etnea.


Panino del "Camion"

Il panino del "camion" è un rito sociale nato per i lavoratori notturni e diventato simbolo della movida. A differenza della carne di via Plebiscito, usa la piastra a gas. La base è un filone morbido (spesso con strutto) farcito in modo esagerato: carne (hamburger, salsiccia o wurstel), salse e contorni misti (peperonata, funghi, insalata russa). Il segreto è la piastratura interna del pane per renderlo croccante. Si mangia rigorosamente in piedi tra luci al neon e fumo.



Cipollata

Nata tra i quartieri popolari e le zone rurali dell’Etna, la cipollata bilancia con la sua dolcezza il gusto ferroso della carne di cavallo. È composta da cipollotti freschi avvolti in fettine sottili di pancetta tesa e cotti sulla brace. Il grasso della pancetta protegge il bulbo, facendolo cuocere "al vapore" mentre l'esterno diventa croccante. Un tempo cibo povero di carbonai e macellai, oggi è l'anima di via Plebiscito, da servire caldissima con pepe nero e salmoriglio.